martedì 25 novembre 2008

Consigli per i bimbi - Gomorra

   Era il delfino del boss del rione Sanità a Napoli che pochi giorni fa aveva accusato un ex senatore della destra di aver ordinato tre omicidi alla Camorra. Adesso denuncia, la Camorra è riuscita a convincere la moglie e i figli ad abbandonarlo con l'inganno dalla località protetta dove vivevano. La notizia èstata diffusa dal quotididiano napoletano Il Roma.


 Giuseppe Misso junior, nipote dell'omonimo boss camorrista ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e dei magistrati per avere notizie dei due bambini. Fino ad una settimana fa, ha spiegato, viveva assieme alla moglie ed ai figli maschi, di due e tre anni: "Poi - ha detto Misso junior - la camorra ha imposto a tutta la famiglia di mia moglie di lasciare il programma di protezione. Lei un giorno ha detto che usciva a fare la spesa, e invece e' sparita con i miei due figli". Adesso il pentito chiede di poter sapere dove siano la moglie ed i bambini: "Ho paura per la loro vita".


 A metà novembre, lo zio, collaboratore di giustizia, collegato in video conferenza da Prato, rivolgendosi alla corte d'appello di Napoli aveva accusato, Michele Florino, ex senatore del movimento sociale e di alleanza nazionale, attualmente esponente della Destra, di avere ordinato l'omicidio di tre persone. L'esecuzione camorrista era avvenuta il 24 settembre dell'83 a Napoli. A cadere sotto i colpi dei killer erano stati Domenico Cella, Ciro Guazzo e Ciro Lollo. Secondo Misso, l'agguato costituiva un segnale per il clan Giuliano che intendeva chiudere le sezioni del movimento sociale per favorire un candidato socialista al rione sanità. Michele Fiorino, ex componente della commissione antimafia, ha smentito le accuse con una parola, falsità.

Aggiornando la notizia, il Roma, ha scritto: «Pentito o camorrista o uomo di strada, tutti hanno diritto di stare con i propri figli e nessuno dovrebbe poter togliere i bambini a qualcuno, né i giudici né i malviventi ». A parlare, dopo il caso del collaboratore di giustizia Giuseppe Misso junior, a cui la moglie ha sottratto i figli portandoli via dal servizio di protezione, è Immacolata Iacone, moglie del boss della Nco Raffele Cutolo. Hanno avuto una bimba un anno fa, «ma mio marito soffre perché non può abbracciarla nemmeno durante i colloqui in carcere». 

Intanto, l’avvocato di Giuseppe Misso si dice pronto a chiedere la revoca della potestà genitoriale per la madre dei bimbi: non poteva metterli a rischio scegliendo da sola di sottrarli alla protezione dello Stato. 

Ma il Servizio di protezione rassicura: «È tutto sotto controllo, i bimbi sono fuori regione e presto torneranno dal padre». 

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