ULTIMO: PER DIFENDERMI DALLA MAFIA LA ATTACCO!
ULTIMO AMA DIRE: IL SOLO MODO CHE CONOSCO PER DIFENDERMI DALLA MAFIA È ATTACCARLA!
Società(24/11/2008) - Nello Stretto accadono cose strambe: tutti sono amici degli amici, ma guai a chi è onesto. Perché le colpe del male cadranno su di lui.
Da qualche tempo ci arrivano segnalazioni su ghiotti incarichi offertici da questo o quello in cambio della nostra penna. Ne siamo fieri: è la dimostrazione che quello che scriviamo fa paura ai vigliacchi! E del resto è anche un notevole passo in avanti: solo qualche anno addietro avrebbero bollato i nostri scritti come frutto di pazzie... Si vede che la cura da noi sostenuta ha fatto un bell'effetto se oggi addirittura ci promuovono a prossimi portavoce, per esempio del rettore Franco Tomasello.
Battute a parte, a beneficio delle persone umili che credono in quel che IMG Press scrive ricordiamo quel che ultimo ama dire: il solo modo che conosco per difendermi dalla mafia è attaccarla!
L'amara verità è che dai loro salotti grigi, con l'arroganza delle loro penne e della loro "elevata posizione", molti dirigenti (in verità anche molti non dirigenti) anzichè esercitare le loro alte (o basse) funzioni per "servire" la collettività, si servono della collettività per fini personali. E' in questa categoria di persone che si annidano quelli che anzichè combattere la mafia, combattono quelli piccoli che combattono la mafia.
Loro professionisti dell'antimafia, della comunicazione, delle certezze, delle verità assolute, noi spettatori, utili stupidi di chissà quale oscura trama.
Uomini corrotti e eterni pavoni siete nel torto: noi come ultimo, rimaniamo nascosti accanto agli extracomunitari, alle prostitute, ai tossicodipendenti, ai punk che combattono con la musica, agli alcolizzati, agli zingari, ai barboni che non hanno padrone, agli operai e ai contadini, alla "gente piccola" che sogna, piange e ride ogni giorno senza avere voce. Perché è questa la nostra vita, la nostra speranza di futuro.
Ultimo, con i suoi carabinieri "straccioni", ci aspetta nella strada, dove le luci dei salotti non arrivano mai e come sempre sarà dalla parte dei più deboli, insieme a loro, a lottare contro quelli - come coloro che ci calunniano - perchè soffrono la nostra purezza, la nostra lotta alla mafia senza scopo di lucro - che opprimono, che speculano, che tradiscono.
Affamati di potere, noi non abbiamo paura di voi, della vostra carriera e delle vostre falsità: lo capite? Combattere chi abusa, combattere chi usa l'informazione, la politica, la giustizia, l'università per fini personali, nascondendosi dietro grandi o piccole qualifiche è il nostro dovere.
Perchè la città, i palazzi - parafrasando ultimo - è di chi lavora, di chi sacrifica tutto per gli altri e non per la propria smisurata ambizione. Quelli sono i nostri nemici più grandi, nascosti dietro alle loro poltrone vuote, ai loro discorsi vuoti, alle loro qualifiche vuote, uccidono sogni e speranze, per questo sono criminali, perchè uccidere i sogni di un uomo è un crimine immenso.
www.imgpress.it
Società(24/11/2008) - Nello Stretto accadono cose strambe: tutti sono amici degli amici, ma guai a chi è onesto. Perché le colpe del male cadranno su di lui.
Da qualche tempo ci arrivano segnalazioni su ghiotti incarichi offertici da questo o quello in cambio della nostra penna. Ne siamo fieri: è la dimostrazione che quello che scriviamo fa paura ai vigliacchi! E del resto è anche un notevole passo in avanti: solo qualche anno addietro avrebbero bollato i nostri scritti come frutto di pazzie... Si vede che la cura da noi sostenuta ha fatto un bell'effetto se oggi addirittura ci promuovono a prossimi portavoce, per esempio del rettore Franco Tomasello.
Battute a parte, a beneficio delle persone umili che credono in quel che IMG Press scrive ricordiamo quel che ultimo ama dire: il solo modo che conosco per difendermi dalla mafia è attaccarla!
L'amara verità è che dai loro salotti grigi, con l'arroganza delle loro penne e della loro "elevata posizione", molti dirigenti (in verità anche molti non dirigenti) anzichè esercitare le loro alte (o basse) funzioni per "servire" la collettività, si servono della collettività per fini personali. E' in questa categoria di persone che si annidano quelli che anzichè combattere la mafia, combattono quelli piccoli che combattono la mafia.
Loro professionisti dell'antimafia, della comunicazione, delle certezze, delle verità assolute, noi spettatori, utili stupidi di chissà quale oscura trama.
Uomini corrotti e eterni pavoni siete nel torto: noi come ultimo, rimaniamo nascosti accanto agli extracomunitari, alle prostitute, ai tossicodipendenti, ai punk che combattono con la musica, agli alcolizzati, agli zingari, ai barboni che non hanno padrone, agli operai e ai contadini, alla "gente piccola" che sogna, piange e ride ogni giorno senza avere voce. Perché è questa la nostra vita, la nostra speranza di futuro.
Ultimo, con i suoi carabinieri "straccioni", ci aspetta nella strada, dove le luci dei salotti non arrivano mai e come sempre sarà dalla parte dei più deboli, insieme a loro, a lottare contro quelli - come coloro che ci calunniano - perchè soffrono la nostra purezza, la nostra lotta alla mafia senza scopo di lucro - che opprimono, che speculano, che tradiscono.
Affamati di potere, noi non abbiamo paura di voi, della vostra carriera e delle vostre falsità: lo capite? Combattere chi abusa, combattere chi usa l'informazione, la politica, la giustizia, l'università per fini personali, nascondendosi dietro grandi o piccole qualifiche è il nostro dovere.
Perchè la città, i palazzi - parafrasando ultimo - è di chi lavora, di chi sacrifica tutto per gli altri e non per la propria smisurata ambizione. Quelli sono i nostri nemici più grandi, nascosti dietro alle loro poltrone vuote, ai loro discorsi vuoti, alle loro qualifiche vuote, uccidono sogni e speranze, per questo sono criminali, perchè uccidere i sogni di un uomo è un crimine immenso.
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